GRUPPO: AMORPHIS
TITOLO: Silent Waters
GENERE: Epic/Folk
ETICHETTA: Nuclear Blast/Audioglobe
ANNO DI USCITA: 2007
VOTO: 100
Nel mondo dell'editoria musicale, ma non solo in questo ristretto settore, si è soliti usare dei termini ad effetto con l'intento di colpire il lettore, evocare immagini o fatti che non renderebbero allo stesso modo se filtrati da una descrizione meticolosa. D'altronde non ci stiamo occupando di cronaca, bensì di musica, la forma d'arte "impalpabile" per eccellenza. Preso atto del fatto che la verità in musica non esiste, noi poveri scribacchini siamo costretti a servirci delle parole per crearne una. Questo non è mentire, semmai è costruire, a suon di figure retoriche, qualcosa che altrimenti non esisterebbe. Perché vi dico questo? Perché senz'altro avrete letto quel voto, che nella logica spicciola delle votazioni numeriche equivale alla perfezione. Suvvia, non siamo stupidi, la perfezione non esiste, tutto è relativo e via discorrendo... Lo so io, lo sapete voi. Però sappiamo pure quanto sia difficile oggigiorno trasmettere un certo tipo di emozioni genuine attraverso qualche pollice di disco ottico. Sì, 'Silent Waters' è il disco perfetto, il disco dell'anno e probabilmente del millennio. E no, non sto cercando di costruire nelle vostre menti uno di quei miti di cartone che si nascondono dietro una potente major, uno stuolo di autori o un'immagine alla moda. Suvvia, ma li avete visti? Hanno pure preso un cantante coi rasta, per carita! Però una cosa la dobbiamo concedere ad Esa Holopainen e a Tomi Koivusaari: non si sono mai venduti. Nossignori, dopo il successo di 'Elegy' si sono addirittura permessi di concepire quel 'Tuonela', un pugno in faccia ad ogni tv, ad ogni copertina e ad ogni speranza di poter diventare qualcuno. Poi c'è stato 'Am Universum', molto carino, e due anni dopo 'Far from the Sun'. Ma dico io, hai l'opportunità di finire sotto major (Virgin), e ti metti a giocare al piccolo chimico con chitarra, basso e tutto il resto? Questo è davvero troppo... Ma che ci volete fare? Gli Amorphis sono così: nel 2003 avevano voglia di fare musica difficile, lasciarsi andare, nel 2006 però, come per magia, sono tornati a fare gli Amorphis. Eccovi servito 'Eclipse', rarissimo caso di best-of composto interamente da scintillanti inediti. Nel frattempo è arrivato il cantante coi rasta, che tra l'altro è un gran cantante, e tutto ha cominciato a prendere la piega che avrebbe dovuto prendere il dopo-'Elegy'. Sì, 'Silent Waters' è semplicemente il disco perfetto, perché per quanto sia stupendo, compatto, elegante e senza l'ombra di un cedimento (e non lo dico tanto per dire), nasce già con un piede nella fossa. Giusto tra un mese esce il nuovo cd dei Nightwish, sempre per Nuclear Blast. Simpatica la sorte quando ci si mette: potevano esserci loro là, a spartirsi soldi, bella vita e grandi platee. Ma come ho già detto, agli Amorphis questo non interessava, e non interessa tantomeno adesso. I nuovi Nightwish parlando di Tarja e invece gli Amorhis continuano il loro concept epico-popolare ('Kalevala'). I nuovi Nightwish venderanno milioni di copie, gli Amorphis giusto qualche milione in meno. Che importa, visto che 'Towards and Against' è il pezzo più emozionante che si sia sentito da parecchio tempo a questa parte, interpretato con indomabile furore da quello coi rasta (Tomi Joutsen), che come ho già detto, è pure un gran cantante. Tutto il resto si trova un pelino sotto, in equilibrio su quel filo che separa la perfezione dal bello assoluto. 'Weaving the Incantation' è la tipica opener degli Amorphis, micidiale all'inizio, soave poi, questo fino all'imbocco dell'accoppiata 'A Servant'/'Silent Waters'. Neanche il tempo di superare il primo quarto d'ora e ci si accorge che ne avremmo già abbastanza per fare falò di tutti i dischi ascoltati negli ultimi mesi. Il dramma è che 'Towards and Against' viene subito dopo, e che dopo ancora ce ne sono altre sei. La prima è l'epica 'I of Crimson Blood', e non sto parlando dell'epic cafone e tutto facciata di Manowar e simili, ma di quel senso d'immensità che solo un grande ritornello o il giusto dosaggio di chitarre e tastiere può trasmettere ad un pezzo musicale. Subito a ruota c'è 'Her Alone' (vi basti sapere che il trono di 'My Kantele' è in serio pericolo) e la ballata 'Enigma', vera e propria creatura selvatica lasciata libera di correre tra i colpi dei due menestrelli e la passione compostissima di mr. Joutsen. Ora, direte voi, ci sarà un piccolo calo. Niente. Il tris di pezzi che chiude trionfalmente l'album infatti, con quelle melodie etno-folk ('Shaman') e quella totalizzante visione di pace e tranquillità ('The White Swan'), porta con sé una grande fetta del microcosmo musicato dai nostri eroi finlandesi ('Black River'). Tutto incredibilmente bello, tutto così sinceramente perfetto, e la beffa è che se ne accorgeranno sempre quei soliti, cocciuti, quattro gatti. A me va bene così, anche perché non vorrei mai che un altro Holopainen fosse costretto a travestirsi da Johnny Depp per sembrare più credibile. Gli Amorphis d'altronde sono gli Amorphis, e nonostante tutto lo sono sempre stati. Grazie al cielo.
inserita da Viking - 24 Agosto 2007
Line-up:
Tomi Joutsen - Clean and Death Vocals
Tomi Koivusaari - Rhythm Guitar
Esa Holopainen - Lead Guitar
Niclas Etel?vuori - Bass
Santeri Kallio - Keyboards
Jan Rechberger - Drums
Registrato presso:
Sonic Pump Studios
Sito Ufficiale:
www.kingfooentertainment.fi/subsites/amorphis/main.php















