INFERNAL POETRY - 01 Luglio 2009
A cura di Alex Ve
Gli Infernal Poetry sono una band italiana che ha cominciato a farsi notare già con l’album di debutto “Not Light But Rather Visible Darkness”, un disco che già allora dimostrava qualità superiori alla media che poi col passare degli anni sarebbero migliorate ulteriormente, fino ad evolvere in un personale concetto di musica e ad arrivare all’odierno “Nervous System Failure”, album in uscita in questi giorni e che già comincia a denotare riscontri più che positivi. Ho provato a fare qualche domanda ad Alessando (batterista) ed a Daniele (chitarrista) e sono riuscito a scoprire il loro segreto: lo stile Renato Pozzetto.
1) Salve ragazzi, è un piacere scambiare quattro chiacchiere con voi. Vi ascolto dal disco di debutto e devo dire che non smettete mai di stupirmi. Ho recensito il vostro “Nervous System Failure” e l’ho trovato un prodotto davvero riuscito, un qualcosa che sposta i normali canoni della musica estrema in avanti, senza preoccuparsi di pestare continuamente sull’acceleratore, ma dilatando una sorta di schizofrenia sonora, in alcuni casi portandola all’eccesso. Quale è stato il processo creativo che vi ha portati alla scrittura di questo album?
[Alessandro]: Già con l’EP Nervous System Checking avevamo cominciato a sviluppare molte delle idee contenute in Beholding the Unpure. Abbiamo cominciato ad adottare differenti metodi nella stesura dei brani: non più partendo solo dai riff di chitarra, ma ora da segmenti ritmici di batteria o di basso, ora da “errori” di esecuzione, ora da interventi in post-produzione. E’ una cosa molto personale e complessa da poter spiegare chiaramente.
[Daniele]: Indubbiamente è cambiato il modo di comporre. Ma siamo cambiati prima di tutto noi come persone e, pagati i tributi ai nostri numi tutelari con il debut album del 2001, abbiamo sentito il bisogno di andare avanti per la nostra strada (senza dimenticarci ciò che ci hanno insegnato i predetti numi).
2) Quali sono le tematiche attorno alle quali si può riassumere il vostro personale concetto di musica?
[A]: Guardare più in là del proprio naso…
[D]: Abbiamo cercato di condensare in 40 minuti i concetti di ansia, stress, schizofrenia. Il tutto in un'ottica grottesca e surreale.
3) Nei vostri album le influenze sono svariate. Si è passati dal sound degli esordi debitore dello swedish death procedendo verso un quid distonico della sonorità, fino ad arrivare a dei mood che confinano per me col math/core senza perdere di vista le basi da cui siete partiti. A cosa si deve questo percorso e questa varietà di contenuti?
[A]: A dire il vero non siamo grandi ascoltatori di metal. Il nostro sound è chiaramente estremo, ma ti posso dire che le maggiori ispirazioni oggi ci derivano più dalle colonne sonore dei film con Renato Pozzetto, che da quanto il panorama heavy oggi propone. Sicuramente abbiamo come riferimento tutte quelle band che hanno saputo osare e raggiungere un approdo del tutto personale, siano esse Meshuggah, Dillinger Escape Plan, oppure Battles o Zu.. Ciò che ci interessa come musicisti, in una più ampia visione artistica, è indubbiamente il “cosa si vuole dire” unito ad un messaggio (il “come si vuole dirlo”) che sia appropriato.
[D]: La storia di Pozzetto va spiegata: fermo restando che ci sono gruppi appartenenti a generi diversi dal metal che offrono molti stimoli a chi cerca di fare “musica estrema atipica”, ci siamo accorti che mentre componevamo nuovo materiale le esclamazioni che uscivano erano: “bello...molto Pozzetto...”. Nel senso che erano miscele sonore dall'incedere surreale e grottesco, come ad esempio lo è il commento musicale de “
4) Tra i tanti lati positivi, si segnala una produzione eccelsa con dei suoni che sono sia estremamente adatti al vostro sound, sia arricchiti da un ottimo bilanciamento nella fase di mixaggio. Queste due caratteristiche mi hanno portato a paragonarlo a ben più blasonate produzioni estere. Volete parlarci della fase di produzione di “Nervous System Failure”?
[A]: Il nostro cantante Paolo lavora come fonico al Potemkin Studio a Civitanova Marche. Quindi, anche se non sempre lo studio era libero, abbiamo potuto seguire tutto il processo di mixing & mastering con tutta calma.
[D]: Facciamo sempre tutto noi, dalla pre-produzione, all'editing, passando per le riprese e i mixaggi. Abbiamo un modo di lavorare tutto nostro, se ci chiudessimo in uno studio americano per 30 giorni faremmo un disco di merda. Siamo abituati a lavorare in modo atipico, sono sicuro che se ci vedesse Andy Sneap ci insulterebbe senza esitazioni. E come dargli torto? Fiaschi di vino rosso, salami, mortadelle, formaggi, sostanze psicotrope...registrare un disco sembra un pretesto per condurre una vita godereccia...ecco perché ci mettiamo 6 mesi: prolungare il nostro edonismo nel tempo è un'esigenza imprescindibile!
5) Siete attivi dal 1996, ed il vostro primo full lenght risale al 2001. Dove vogliono arrivare gli Infernal Poetry? In Italia si può ritagliare uno spazio meritato per gruppi della qualità del vostro oppure siete costretti, come altri, a fare riferimento all’estero per quanto riguarda concerti, contatti, produzioni etc?
[D]: In Italia abbiamo il nostro fedele seguito. In certe regioni siamo accolti come compagni di bisboccia. Non posso non citare
6) Il mondo della musica è in una situazione di palese crisi che è sintomatica di una crisi ben peggiore che coinvolge l’economia nella sua globalità e a quest’ultima è ben precedente. Quale pensate che sia, secondo voi, il futuro della musica in generale, e nel particolare quello della musica definita estrema?
[A]: Un problema penso sia che il mercato (e non parlo solo di major) non abbia saputo intervenire concretamente nel proporre nuovi stimoli all’acquisto di un disco. Il disco è insieme esperienza auditiva, olfattiva, visiva. Io “annusavo” i dischi che compravo… difficilmente lo puoi fare con un mp3! Chi scarica un disco può solamente godere di una parte soltanto di esso. Ma dove sono finiti i magnifici artwork dei Pink Floyd, dei dischi prog anni ’70, packagings come Thick As A Brick dei Jethro Tull??? E’ ovvio che con la standardizzazione grafica l’ascoltatore può benissimo ignorare l’aspetto artistico di un disco (oltretutto risparmiandosi di pagarlo la bellezza di 20/22 €).
[D]: Questa però è solo una piccolissima parte del discorso… e non sono neanche troppo d'accordo. Il problema è molto più ampio e non è facile disquisirne qui. E' chiaro che il mercato deve saper offrire contenuti ad alto valore aggiunto rispetto al contenuto musicale in sé, cioè oltre all'mp3. Pensa che questa cosa la dicevo già nella mia tesi di laurea in Economia e Commercio all'era di Napster...e le cose non sono poi cambiate granché da allora. Le label hanno ancora delle resistenze, ma ormai è chiaro che se non puoi batterli devi farteli amici, il che vuol dire sviluppare modelli di business basati sulla distribuzione digitale associata però a questi servizi ad alto valore aggiunto (che possono essere velocità e qualità nello scaricamento, contenuti extra, sconti sui concerti, accesso alle community e così via) . La verità è che in barba alle previsioni di inizio millennio (che vedevano internet come un qualcosa in grado di diminuire le distanze tra piccole e grandi label) secondo me è verosimile un ulteriore gap tra le major e le indie, perché le major potranno ancora contare su canali come i video in rotazione, i passaggi radio, i grandi concerti (roba che le indie non possono che sognare). Per capire cosa intendo bisogna considerare che la promozione nella musica ha lo scopo principale di innalzare la percezione dell'artista promosso, e una volta innalzata la percezione si alzano conseguentemente i margini di profitto perché in questi casi gli artisti hanno un bassissimo tasso di succedaneità. Cioè, in soldoni, non è che compri Britney Spears perché costa 1 euro meno di Madonna.
7) Il nuovo album piomba nel mercato in questi giorni, avete già riscontri positivi?
[A]: Da molte persone che hanno acquistato il disco ci sono arrivati dei riscontri molto graditi. Per quanto riguarda la stampa, la tendenza è quella di esaltarlo o di bocciarlo clamorosamente (cosa avvenuta in realtà solo due volte fino ad ora). In particolare molti recensori NON-italiani sono stati infastiditi dallo User Advisory, posto come intro del disco; lo hanno trovato snob ed offensivo, pregiudicando la valutazione del disco in toto. Non hanno colto evidentemente il suo lato ironico. Credevamo fossero dotati di più senso dello humour!
[D]: E' un disco da amare o da odiare, per fortuna per ora statisticamente i voti dall'
8) Quale sarà ora il futuro degli Infernal Poetry? Avete in programma concerti in Italia e/o all’estero?
[A]: Attualmente stiamo componendo nuovo materiale per il prossimo album. Per promuovere live le canzoni di NERVOUS SYSTEM FAILURE abbiamo già delle date da headliner pianificate su e giù per la penisola (17 luglio a Civitanova Marche, 20 Agosto alla Mostra dei Mostri a Teramo, 21 Agosto al Soundpark a Verona, il 22 Agosto al Twilight a Reggio Emilia, il 20 settembre al Metal Disorder di Milano) e altre ancora in fase di organizzazione. Per l’estero.. vedremo.
[D]: Stiamo anche per essere sfrattati per la millesima volta dalla millesima sala prove.
9) Nel mondo del metal, o comunque della musica non commerciale, non nata con lo scopo precipuo di vendere, almeno in Italia riesce difficile, se non impossibile, riuscire a vivere della propria musica; a volte è perfino problematico portare a casa un ingaggio per un concerto. Voi cosa pensate di questa situazione? Non sarà che essendo esterofili nel lodare etichette, organizzazioni ed indotto che si occupano di musica oltreconfine, si generalizzerà anche, ma si evincono anche le grosse carenze che ci sono in Italia? Perché in Italia anche nel mondo della musica ci sono troppi “furbi”?
[D]: Il mercato per questo tipo di musica è piccolo, ed è piccolo ovunque. In Italia è ancora più piccolo, con l'aggravante dell'esterofilia, che però in certi casi ritengo giustificata. Non nego che trovo la stragrande maggioranza delle nostre release ancora troppo derivative. E' come se l'Italia stesse sempre un paio di passi indietro al resto. Perché un gruppo italiano che osa è un kamikaze: verrebbe snobbato in Italia e ignorato all'estero. Quindi meglio accodarsi. E questo si chiama circolo vizioso, perché appiattisce le nostre produzioni verso un livello artistico sempre più basso, sebbene magari formalmente impeccabile. Insomma il classico disco ben prodotto, ben suonato, ben clonato. Mettici che 99 band italiane su 100 suonano pochissimo in madrepatria e zero all'estero...e il gioco è fatto: queste band vengono percepite come di serie B (e ritorniamo al discorso di prima). Non so come si possa invertire questa tendenza, noi dal canto nostro andiamo dritti (tra mille difficoltà) per le nostre insidiose strade.
10) Nella recensione del vostro album ho concluso con queste parole: “Gli Infernal Poetry a mio modo di vedere si confermano come una della migliori band italiane per il coraggio che esprimono nel cercare soluzioni che sono sia contemporanee a questo tempo sia dirette verso un futuro ancora indefinito.” Chiedo a voi: ci ho preso oppure devo smettere definitivamente con le sostanze alcoliche?
[D]: Bravo, continua a bere!
[A]: Dovremmo smettere noi, piuttosto! Ha ha ha ha…
11) Concludete pure come preferite l’intervista. (Sono ammessi improperi, amenità verbali, errori grammaticali, turpiloquio, frasi della Bibbia al contrario, da destra a sinistra, dall’alto in basso, fai una giravolta, falla un’altra volta, rutti anche ma solo se molto gutturali.)
[A]: 1) Fanculo; 2) Rape Tempestose; 3) “Ai” fatto i compiti?; 4) Puttana troia; 5) etneopinnO’l ,eneiv ehc e are ehc ,è ehc iuloC ,oiD erongiS li ecid ,agemO’l e aflA‘l onos oI; 6) BURP!
[D]: Non è del fiume che deve aver timore l'ombrello, ma della mestizia del sole.















