LA BAMBOLA ASSASSINA - 30 Giugno 2008
A cura di NeuRath

LA BAMBOLA ASSASSINA

1988. Arriva nelle sale cinematografiche 'Child's Play', ovvero 'La Bambola Assassina', il primo film di una serie che in vent'anni tondi ha prodotto ben 5 film. È un personaggio, quello del bambolotto Chucky, che si è conquistato un seguito non indifferente e una fama più che discreta, soprattutto se consideriamo quanto bislacca sia l'idea di partenza. Dall'originale film horror con bambola posseduta ammazzacristiani della prima trilogia la serie ha però saputo evolversi verso l'ironia creando un'improbabile "commedia familiare" con 'La Sposa di Chucky' (un'altra bambola assassina!) e il loro ancora più incredibile figlio (chissà come avranno fatto a farlo?). Sarebbe bello vedere cosa inventerebbe Don Mancini (sceneggiatore di tutti e 5 i film e anche regista nell'ultimo) per un sesto film (Il cane di Chucky? La suocera di Chucky?), ma la produzione, vittima di una delle più banali mode cinematografiche degli ultimi anni, ha preferito concentrarsi sulla realizzazione del remake del primo film invece che su un nuovo capitolo della saga. Speriamo che questa operazione non sia l'epitaffio di una serie stupida quanto volete, ma del tutto originale e divertente.

LA BAMBOLA ASSASSINA
Braccato dalla polizia il serial killer Charles Lee Ray si nasconde in un negozio di giocattoli, ma la sua sorte è ormai segnata. Unica via di salvezza: trasferire la propria anima con un rito vodoo in un oggetto (una bambola della serie "Good Guy", di cui il magazzino è pieno) e lasciare alle forze dell'ordine il proprio corpo inanimato. Detto, fatto. Nasce così una bambola che non solo si muove e parla, ma che si muove come un serial killer e parla come uno scaricatore di porto particolarmente volgare. Da quel momento unica preoccupazione di Chucky sarà quella di trovare un nuovo corpo umano in cui trasferirsi. Sarà Karen ad acquistare il Good Guy per il figlio Andy, che diventerà così complice e vittima del mostro. Il bambino infatti è l'unico con cui Chucky riesce a parlare (rivolgersi ad un adulto sarebbe un suicidio), e dal piccolo si fa aiutare per uccidere il suo ex-complice Eddie, colpevole di non averlo aiutato nella fuga. Per fortuna la madre di Andy e un poliziotto riusciranno a convincersi dell'incredibile verità dopo aver ingiustamente accusato il povero bambino, e riusciranno a fermare in tempo Chucky proprio mentre sta per “travasare” la sua anima dalla bambola al piccolo Andy. Nel frattempo infatti i due si erano rivolti al “guru” di Charles e avevano appreso che l'unico modo per fermarlo era sparare al cuore della bambola, ovvero la sua unica parte umana. Grazie all'utilizzo di un bambolotto sorridente e simpatico e al contrasto con il linguaggio e le espressioni di Chucky la bambola assassina riesce ad essere contemporaneamente simpatica e vagamente inquietante, ed è questo secondo me uno dei maggiori punti di forza della serie. Gli omicidi perpetrati dalla bambola hanno poi sempre qualcosa di grottesco, visto che Chucky usa un coltello giocattolo e un martello giocattolo ed è costretto a salire su di un tavolo per arrivare a buttare dalla finestra la zia di Andy, realizzando contemporaneamente un horror d'effetto e una parodia del genere.

LA BAMBOLA ASSASSINA 2
Come sempre accadeva alla fine degli anni '80, quando un horror aveva un buon successo si trovava il modo di farne risorgere il protagonista e nell'arco di pochi mesi si costruiva un seguito alla pellicola. Non fa eccezione, in questo trend, 'La Bambola Assassina', che solo un anno dopo, nel 1989, ritorna nei cinema con un secondo film. Portati nella sede dei produttori dei “Good Guy”, i resti di Chucky vengono ricomposti e rimontati per essere studiati ed utilizzati in tribunale. Ma se la multinazionale intendeva dimostrare che il loro prodotto è una normale bambola e non un maniaco assassino, il risultato ottenuto sarà quello di riportare in vita Chucky, che dopo aver massacrato lo staff del laboratorio si rimetterà sulle tracce del piccolo Andy (tolto alla madre ritenuta pazza e dato in affidamento ad una nuova famiglia) per entrare nel suo corpo. Massacrato il padre adottivo Chucky riesce a catturare il ragazzo, ma completato il rito Chucky scoprirà di avere trascorso ormai troppo tempo nel corpo della bambola e di esservi quindi definitivamente intrappolato. Il corpo di Chucky infatti non è più di sola plastica, ma sanguina quando viene ferito. Per fortuna Andy, con l'aiuto della sorellastra Kyle, riuscirà a distruggere definitivamente Chucky colandone la plastica e poi facendogli scoppiare la testa in un'epica battaglia nella catena di montaggio dei “Good Guy”. Più che per la trama in sé il film si salva per qualche buona trovata, come il seppellimento da parte di Chucky, con una pala giocattolo, della bambola Tommy (identica a lui) che fa il verso a tutta la tradizione del gotico cinematografico rivisto in chiave “bambolottesca”, oppure la scena in cui, privato di una mano, Chucky si inserisce nella ferita il coltello a mo' di uncino. La regia, passata da Tom Holland a John Lafia, non merita particolari menzioni, ma è sempre un po' scontato che il secondo capitolo di una saga sia quantomeno inferiore al film “capostipite”.

LA BAMBOLA ASSASSINA 3
L'ultimo film della trilogia, uscito nel 1991 ed evidentemente realizzato con l'unico fine di spremere altri soldi ai fans di Chucky, è un film di basso valore e privo di grandi attrattive se non quella, appunto, di rivedere Chucky in azione sullo schermo. Colata la plastica di Chucky per farne delle nuove bambole, risorge anche Charles in uno di quei corpicini di gomma. Suo unico scopo di vita: uccidere Andy, ormai un adolescente che sta entrando nell'accademia militare, con una dinamica che mi ha ricordato (ma forse è solo una mia associazione mentale) il secondo capitolo della saga di Omen. Chucky riesce senza grossi problemi ad infilitrarsi nella struttura, massacrare un po' di graduati e trovare un nuovo bambino da tentare di possedere. Ma in difesa del piccolo interverrà Andy, fino all'ovvio ed inevitabile scontro finale, nel tunnel dell'orrore di un parco di divertimenti, in cui Chucky finirà fatto a pezzi da una grossa ventola. La trama in sostanza riprende le vicende dei primi due film, ed è questo secondo me a porre fine alla saga (era impensabile un quarto film sull'inseguimento del povero Andy, ormai quasi maggiorenne). Con queste premesse una quarta pellicola era quasi impossibile da realizzare, se non con un'idea un po' fresca che desse una svolta all'intera faccenda.

LA SPOSA DI CHUCKY
Passano sette anni, in cui evidentemente c'è chi non ha smesso di pensare a come far tornare Chucky in grande spolvero, finché nel 1998 Don Mancini, autore delle sceneggiature dei primi tre episodi, non riesce a trovare l'idea giusta per rinfondere vita alla sua creatura ormai fossilizzata: trovargli una moglie! Il film si apre quindi con Tiffany, ex amante del compianto Charles Lee Ray (interpretata da Jennifer Tilly), che riesce a sottrarre alla polizia i resti della bambola, archiviata come “caso irrisolto” e, grazie al solito voodoo riporta in vita il suo amato, ricostruendone il corpo in una parodia di Frankenstein. In seguito ad un litigio però Chucky intrappola anche Tiffany in una bambola, e i due si imbarcano in un viaggio per riesumare il corpo di Charles e recuperare un medaglione voodoo, trasportati da una coppia di innamorati che li crede semplici bambole. Fra un massacro e l'altro le due bambole assassine progettano di trasferirsi nei corpi dei due giovani, ma finiscono praticamente per uccidersi a vicenda a causa dei continui litigi, se non che Tiffany... è incinta! Più vicino a 'Scary Movie' che a un vero horror, questo film regala trovate davvero spassose e scene memorabili, ed è attorno a questi momenti che ruota la storia. Fra citazioni sparse qua e là (il già citato 'Frankenstein' e il film 'La moglie di Frankenstein', che Tiffany sta guardando quando Chucky la uccide, le maschere di 'Venerdì 13' e 'Halloween'), sesso fra bambole e omicidi, il film risulta sia una parodia dell'horror che delle commedie “familiari”, cui fanno spesso il verso Chucky e Tiffany nel loro “particolare” rapporto di coppia. Tutto sommato il film si rivela divertente e piacevole, ma lascia un po' l'amaro in bocca soprattutto a chi si era aspettato un “grande ritorno” e si era trovato di fronte ad una parodia.

IL FIGLIO DI CHUCKY
La serie continua la sua virata verso la “commedia familiare” in versione gore con l'inserimento di un nuovo membro. Don Mancini, ancora una volta sceneggiatore, si siede dietro la macchina da presa per il suo debutto come regista, riuscendo a salvare la situazione con un prodotto ben più che sufficiente. Chucky e Tiffany sono morti, ma i loro corpi sono stati recuperati da Hollywood e utilizzati per la realizzazione di un film. Una terza bambola vivente, usata come ventriloquo da un cabarettista fallito, vede i due alla tv e scopre di non essere solo al mondo. Raggiunta Hollywood li riporta in vita e la famiglia si riunisce. Il terzo bambolotto, riconosciuto da Tiffany come loro figlio, però, ha diverse turbe comportamentali, non riesce a decidere se essere maschio o femmina (essendo una bambola non ha sesso) e non approva il comportamento omicida dei genitori. Chucky e Tiffany riescono quindi a rapire la protagonista del loro film, Jennifer Tilly (nei panni di se stessa) e il rapper\regista Redman e far loro fare un figlio. I tre bambolotti stanno per entrare nei corpi di questa insolita famiglia quando le tensioni fra Chucky e Tiffany, tutta presa dal nuovo ruolo di madre e ora contraria all'omicidio, guingono all'apice facendo scoppiare anche il piccolo Glen\Glenda (citazione evidente del b-movie 'Glen or Glenda' di Ed Wood, appunto dedicato al tema del travestitismo). Chucky viene ucciso dal figlio e dalla moglie, che si incarnano poi nei corpi. Tiffany/Jennifer Tilly e il figlio/figlia sembrano destinati a vivere una vita serena in nuovi corpi, ma Chucky è veramente morto, stavolta?

LA BABOLA ASSASSINA (REMAKE)
In lavorazione già dal 2007 e in uscita nel 2009, questo remake sarà sceneggiato ancora una volta da Don Mancini e riproporrà, com'è ovvio, la trama del primo film della serie. Una vera moda nel mondo dell'horror, quella del remake e dei "prequel" che sta bloccando un po' tutti i grandi franchise horror impedendo loro di proseguire per rivolgersi invece verso il passato (nel campo remake è in arrivo anche 'Hellraiser', previsto per quest'anno, mentre in campo prequel, oltre all'Helloween di Rob Zombie e al 'Non aprite quella porta: l'inizio' dell'anno scorso, sono in fase di realizzazione 'Nightmare' e 'Venerdì 13')