Live @ Transilvania Live, Milano - 20 Novembre 2004

Dopo anni di lontananza dai palchi, tornano a farsi vivi i leggendari Suffocation che dimostrano ancora, se ce ne fosse bisogno, che sulle assi del palco le band della old-school rimangono ancora le più annichilenti. Ad ospitare questo grande ritorno sono le assi del Transilvania Live di Milano, testimoni, grazie alla Pigsty Concerti, di un' esibizione tanto estrema e violenta quanto eccezionalmente professionale e tecnicamente impeccabile. Nella data milanese, la band di New York viene preceduta dai Cubre, un quintetto locale che propone una specie di hc/grind/chaos-core molto influenzato dagli ultimi lavori dei Dillinger Escape Plan, ma nonostante la loro prestazione sia stata abbastanza buona (molto gradita la cover di "Siege Of Power" dei Napalm Death), il gruppo era assolutamente inadeguato ad aprire per una macchina da guerra come i Suffocation a confronto dei quali sono sembrati moscerini davanti ad un rinoceronte. Viene da chiedersi perché non abbiano aperto una delle tante band death/brutal che girano per la Lombardia (Nefas, Bastard Saints, Cadaveric Crematorium, solo per citarne alcune), ma questo è un altro discorso...
Saliti sul palco Frank Mullen e soci, comincia il vero massacro: già dalle note della prima "Infecting The Crypts" i nostri annichiliscono un Transilvania abbastanza pieno. Il tatuatissimo frontman, che esibisce un nuovo taglio di capelli a zero, fa roteare le teste del pubblico milanese (cosa a dir la verità non troppo difficile) e così tra le scuse per essersi presi una pausa di quasi dieci anni e i ringraziamenti per capire la "brutal stuff" i nostri ripercorrono un po' tutta la discografia, dando però com' è ovvio maggior spazio ai pezzi dell' ultimo lavoro. Il concerto prosegue raggiungendo il suo apice quando vengono proposti di seguito i classici come "Funeral Inception", "Pierced From Within" e "Breeding The Spawn", tanto che la gente vola letteralmente al di là delle transenne. Da annotare il lavoro dei due chitarristi i cui polsi destri erano praticamente caricati a molla, in particolare Terrance, il cui operato è stato praticamente impeccabile. Ottima anche la prestazione di Derek Boyer, direttamente dalle fila di Decrepit Birth e Vital Remains (d' altronde con un curriculum del genere non c'era certo da dubitare, se poi aggiungete che il biondissimo bassista è anche u ex-Dying Fetus, avete ben capito il livello tecnico) e di Mike Smith, altra macchina da guerra che non perde un colpo (unico peccato che si vedevano solo le sue bacchette: nero lui, nera la canottiera e nerissimo lo sfondo dietro alla batteria). Priva di errori anche la prestazione di Guy Marchais, talentuoso chitarrista venuto dalle fila degli Internal Bleeding, ma come c'era da aspettarsi la sua prestazione è stata messa un po' in ombra dal primo storico e nerissimo chitarrista della band, vero trascinatore sia sul palco che tra il pubblico. Devo ammettere che si è fatta sentire la differenza fra i pezzi vecchi e quelli nuovi ("Surgery of Impalament", "Souls To Deny", "Demise Of The Clone"...), più lenti, cadenzati e ragionati, mentre quelli vecchi sono risultati decisamente più aggressivi e di miglior effetto dal vivo. Così fra un "I love Italian women" e un "I go mad for fuckin' tortellini" lo show giunge al termine lasciandosi dietro una scia brutalità e la convinzione che i "nonni" del brutal rimangono ancora imbattuti sul palco, oltre alla testimonianza che quella che è salita sul palco è una band di professionisti veri e propri, delle vere macchine.

Solo un' ultima constatazione: si vede che i cinque sono di New York, sia dall' attitudine molto hard-core da Agnostic Front, che dal fatto che sul palco Frank tentasse continuamente di instaurare un "dialogo" col pubblico chiedendo i pezzi che preferivano o comunque scambiando occhiate d' intesa. Non c'è neanche bisogno di dirlo: alla fine dello show la band si è dimostrata più che disponibile a firmare autografi, fare foto ecc...

 

un ringraziamento alla Pigsty concerti per la disponiblità