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Live @ Mazda Palace, Milano, 28 Ottobre 2004

   Mancavano solo gli Edguy. Già perché se anche la band di Sammet fosse stata presente ci sarebbe stato il meglio del power metal tutto in un unico concerto (i Blind Guardian non riesco a etichettarli solo come power). I Sonata Arctica ormai si sono scrollati di dosso il fatto di essere una band clone degli Stratovarius a furia di produrre un ottimo album dietro l'altro. I Nightwish sono diventati il fenomeno commerciale del power metal, attirandosi come da copione le critiche dei metallari più 'true', ma attirando una schiera di fan sempre più numerosa. E poi c'è da dire che il gruppo di Tarja Turunen di classe ne ha da vendere, sia quando si tratta di incidere un disco che quando bisogna intrattenere folle come quelle accorse al Mazda Palace. Ma ora passo alla cronaca di questo grande avvenimento che ha riunito circa 7000 fan provenienti da tutta Italia.
   I cancelli vengono aperti verso un quarto alle sette e bisogna aspettare fino alle otto e mezza circa prima che possa iniziare lo show, perchè di vero show si è trattato, con i Sonata Arctica, freschi di nuovo album, quel 'Reckoning Night' che ha confermato tutta la bravura del gruppo di Tony Kakko. Un'ora circa di grande concerto quello dei Sonata Arctica con una scaletta eccellente con classici come 'My Land', 'Replica' o 'Victoria's Secret' e brani tratti dall'ultimo full length come il singolo 'Don't Say A Word' ,che dal vivo è decisamente più trascinante che da studio, o 'Blinded No More'. I giovani finlandesi corrono per tutto il palco, Tony Kakko è un frontman in grado di tenere sul palmo della mano tutti i 7000 del Mazda, il batterista Tommy Portimo è un ottimo metronomo, mentre Liimatainen e il tastierista Klingenberg intrattengono la folla con assoli veramente straordinari e con una presenza scenica da veterani. I Sonata Arctica terminano il proprio concerto con la trascinante 'The Cage' e tra gli applausi miei e di tutto il pubblico che ora non aspetta altro che i Nightwish.
   Personalmente sono molto affezionato molto ai Nightwish e aspettavo da un mese la loro venuta in Italia, e non c'è che dire, l'attesa è stata pienamente ripagata. Appena inizia l'intro mi fiondo in decima fila per godermi da una buana posizione lo spettacolo. L'entusiasmo mio e del pubblico è esploso all'inizio della meravigliosa 'Dark Chest Of Wonder' seguita a ruota da uno dei migliori pezzi del concerto 'Planet Hell' che evidenzia le qualità soprattutto di Marco Hietala che alla voce non è certo uno qualunque vista la sua lunga esperienza nei Tarot. Proprio l'enorme bassista mi ha sorpreso per le grandi qualità di intrattenitore, infatti tra una canzone e l'altra ha divertito tutto il pubblico con battute e sketch, con una semplicità degna di un grande frontman.
   Tarja riesce ad ammaliare tutti noi maschietti con il suo fascino regale e la sua splendida voce, anche tutti gli altri membri sono all'altezza della situazione. La componente estetica dello show è stata curata al massimo, si va da finezze come la tastiera di Toumas Holopainen con in basso un portabottiglie con una bottiglia di champagne (puntualmente prosciugata prima della fine del concerto), ad effetti scenici straordinari come fuochi d'artificio e fiammate che magari possono rendere lo show un po' pacchiano, ma dannatamente spettacolare.
   Le ballad strappalacrime come 'Sleeping Sun' e 'Dead Boy's Poem' si sono alternate a pezzi veramente trascinanti come 'Wishmaster', 'The Kinslayer' o l'immancabile 'Nemo' solo per citare alcuni dei brani migliori. Ma secondo me i momenti più suggestivi sono stati quando il gruppo ha suonato una bellissima cover di 'Symphony of Destruction' dei Megadeth con quel retrogusto nordico che solo pochi gruppi riescono a far percepire, e quando, con mio grande stupore, hanno suonato 'Ghost Love Score', brano che in tutti i suoi 10 minuti ha regalato forti emozioni, soprattutto quando un'infinità di coriandoli bianchi e rossi sono stati lancianti in aria dai quattro angoli del Mazda. E' impossibile raccontare le emozioni che ho provato. Il concerto termina con il duetto tra Tarja e Marco nell'ultimo singolo 'Wish I Had an Angel' e con i cinque finlandesi che si prendono tutti gli applausi finali dalla folla.
   Un appunto, mi spiace, ma devo farlo: sono rimasto un po' deluso della quasi totale assenza di pezzi tratti da 'Oceanborn' ,che personalmente reputo il grande capolavoro dei Nighwish, a discapito di alcuni pezzi discreti che magari dal vivo non sono stati male ma che non reggono il confronto con brani come 'Stargazers' o persino 'Dead To The World' (solo per fare due nomi).
   Ma, in fondo, una delle cose che mi ha fatto piacere di più è stata il vedere una quantità di gente così grande a un concerto di questo tipo, non mi sarei aspettato di vedere una location importante come il Mazda Palace vicina al tutto esaurito. E ci posso giurare, abbiamo tutti assistito a un grande spettacolo. Per chi se lo fosse perso?! Sarà per la prossima volta, sperando che non sia troppo lontana.

VIKING

Scaletta Sonata Arctica

Rekoning Day, Rekoning Night
Misplaced
Blinded no more
8th Commandment
Victoria's secret
Broken
My Land
Replica
Black Sheep

Encores:
Don't say a word
The Cage
Vodka Song


Scaletta Nightwish:

Dark Chest Of Wonders
Planet Hell
Deep Silent Complete
The Phantom Of The Opera
Ever Dream
Sleeping Sun
Symphony Of Destruction
Bless The Child
The Kinslayer
Wishmaster
Dead Boy's Poem
Slaying The Dreamer
Nemo

Encores:
Ghost Love Score
Wish I Had An Angel
 

NB: Le foto riprodotte non sono nostre. Per problemi tecnici non abbiamo potuto avere le nostre. Questi scatti sono emersi dalla rete e sembrano privi di copyright. Non chiedetemi nemmeno da dove li ho presi, perché non me lo ricordo. In ogni caso, se c'è qualche problema contattatemi, non esiterò a citarvi.