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Mancavano solo
gli Edguy. Già perché se anche la band di Sammet fosse stata presente ci
sarebbe stato il meglio del power metal tutto in un unico concerto (i
Blind Guardian non riesco a etichettarli solo come power). I Sonata
Arctica ormai si sono scrollati di dosso il fatto di essere una band
clone degli Stratovarius a furia di produrre un ottimo album dietro
l'altro.
I Nightwish sono diventati il fenomeno commerciale del power metal,
attirandosi come da copione le critiche dei metallari più 'true', ma
attirando una schiera di fan sempre più numerosa. E poi c'è da dire che
il gruppo di Tarja Turunen di classe ne ha da vendere, sia quando si
tratta di incidere un disco che quando bisogna intrattenere folle come
quelle accorse al Mazda Palace. Ma ora passo alla cronaca di questo
grande avvenimento che ha riunito circa 7000 fan provenienti da tutta
Italia.
I cancelli vengono aperti verso un quarto alle sette e bisogna
aspettare fino alle otto e mezza circa prima che possa iniziare lo show,
perchè di vero show si è trattato, con i Sonata Arctica, freschi di
nuovo album, quel 'Reckoning Night' che ha confermato tutta la bravura
del gruppo di Tony Kakko. Un'ora circa di grande concerto quello dei
Sonata Arctica con una scaletta eccellente con classici come 'My Land',
'Replica' o 'Victoria's Secret' e brani tratti dall'ultimo full length
come il singolo 'Don't Say A Word' ,che dal vivo è decisamente più
trascinante che da studio, o 'Blinded No More'. I giovani finlandesi
corrono per tutto il palco, Tony Kakko è un frontman in grado di tenere
sul palmo della mano tutti i 7000 del Mazda, il batterista Tommy Portimo
è un ottimo metronomo, mentre Liimatainen e il tastierista Klingenberg
intrattengono la folla con assoli veramente straordinari e con una
presenza scenica da veterani. I Sonata Arctica terminano il proprio
concerto con la trascinante 'The Cage' e tra gli applausi miei e di
tutto il pubblico che ora non aspetta altro che i Nightwish.
Personalmente sono molto affezionato molto ai Nightwish e aspettavo
da un mese la loro venuta in Italia, e non c'è che dire, l'attesa è
stata pienamente ripagata. Appena inizia l'intro mi fiondo in decima
fila per godermi da una buana posizione lo spettacolo. L'entusiasmo mio
e del pubblico è esploso all'inizio della meravigliosa 'Dark Chest Of
Wonder' seguita a ruota da uno dei migliori pezzi del
concerto
'Planet Hell' che evidenzia le qualità soprattutto di Marco Hietala che
alla voce non è certo uno qualunque vista la sua lunga esperienza nei
Tarot. Proprio l'enorme bassista mi ha sorpreso per le grandi qualità di
intrattenitore, infatti tra una canzone e l'altra ha divertito tutto il
pubblico con battute e sketch, con una semplicità degna di un grande
frontman.
Tarja riesce ad ammaliare tutti noi maschietti con il suo fascino
regale e la sua splendida voce, anche tutti gli altri membri sono
all'altezza della situazione. La componente estetica dello show è stata
curata al massimo, si va da finezze come la tastiera di Toumas
Holopainen con in basso un portabottiglie con una bottiglia di champagne
(puntualmente prosciugata prima della fine del concerto), ad effetti
scenici straordinari come fuochi d'artificio e fiammate che magari
possono rendere lo show un po' pacchiano, ma dannatamente spettacolare.
Le ballad strappalacrime come 'Sleeping Sun' e 'Dead Boy's Poem' si
sono alternate a pezzi veramente trascinanti come 'Wishmaster', 'The
Kinslayer' o l'immancabile 'Nemo'
solo per citare alcuni dei brani migliori. Ma secondo me i momenti più
suggestivi sono stati quando il gruppo ha suonato una bellissima cover
di 'Symphony of Destruction' dei Megadeth con quel retrogusto nordico
che solo pochi gruppi riescono a far percepire, e quando, con mio grande
stupore, hanno suonato 'Ghost Love Score', brano che in tutti i suoi 10
minuti ha regalato forti emozioni, soprattutto quando un'infinità di
coriandoli bianchi e rossi sono stati lancianti in aria dai quattro
angoli del Mazda. E' impossibile raccontare le emozioni che ho provato.
Il concerto termina con il duetto tra Tarja e Marco nell'ultimo singolo
'Wish I Had an Angel' e con i cinque finlandesi che si prendono tutti
gli applausi finali dalla folla.
Un appunto, mi spiace, ma devo farlo: sono rimasto un po' deluso
della quasi totale assenza di pezzi tratti da 'Oceanborn' ,che
personalmente reputo il grande capolavoro dei Nighwish, a discapito di
alcuni pezzi discreti che magari dal vivo non sono stati male ma che non
reggono il confronto con brani come 'Stargazers' o persino 'Dead To The
World' (solo per fare due nomi).
Ma, in fondo, una delle cose che mi ha fatto piacere di più è stata
il vedere una quantità di gente così grande a un concerto di questo
tipo, non mi sarei aspettato di vedere una location importante come il
Mazda Palace vicina al tutto esaurito. E ci posso giurare, abbiamo tutti
assistito a un grande spettacolo. Per chi se lo fosse perso?! Sarà per
la prossima volta, sperando che non sia troppo lontana.
VIKING
Scaletta Sonata Arctica
Rekoning Day, Rekoning Night
Misplaced
Blinded no more
8th Commandment
Victoria's secret
Broken
My Land
Replica
Black Sheep
Encores:
Don't say a word
The Cage
Vodka Song
Scaletta Nightwish:
Dark Chest Of Wonders
Planet Hell
Deep Silent Complete
The Phantom Of The Opera
Ever Dream
Sleeping Sun
Symphony Of Destruction
Bless The Child
The Kinslayer
Wishmaster
Dead Boy's Poem
Slaying The Dreamer
Nemo
Encores:
Ghost Love Score
Wish I Had An Angel
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