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1. Ciao a voi e benvenuti
in Slovenia, come vi state trovando?
Beh, la cosa che mi sta dando più fastidio in assoluto è come si è messo
il tempo. Sai... aspettare tutto questo tempo per avere un festival così
in Slovenia, aver trovato una location splendida, per poi ritrovarsi
immersi nel fango con questa pioggia battente non dev' essere stato molto
bello per chi ha organizzato e per i fan accorsi. In ventuno anni di
concerti non ho mai visto un fango del genere. Probabilmente Woodstock è
stata l'ultima volta in cui è successa una cosa del genere! Ahahah
2. Dopo 21 anni di carriera il thrash metal va e viene. Come vedi
l'evoluzione del genere dopo tutti questi anni?
Come
musicista posso dire che i Destruction sono sempre stati i portabandiera
di un concetto molto intransigente di thrash metal. Siamo tra i primi
gruppi di questa scena. Penso che come band dobbiamo rimanere fedeli al
nostro sound e continuare con coerenza a difendere ciò che abbiamo fatto
durante queste due decadi di album e concerti. Molte band cercano di
seguire i trend e le mode del momento. Questo non è nel nostro stile. Come
ascoltatore sono una persona dalla mentalità piuttosto aperta, anche se
credo che il metal non necessiti di "nuove invenzioni" per andare avanti.
E' tutto un susseguirsi di sottogeneri che si intersecano tra di loro. Ma
non è detto che ciò che viene definito come "nuovo" sia veramente una
novità . E' tutto un mescolare i vari stilli. E credo che il metal sia la
musica con la più grande varietà di stili al suo interno. Questo è una
cosa assolutamente positiva.
2. Ti sei mai sentito realizzato quando per caso hai sentito dei gruppi
e ti sei reso conto che suonano in tal modo anche grazie a voi?
E' sempre un onore essere un'influenza importante per i giovani. Noi siamo
stati solo fortunati ad essere tra i primi e ad essere considerati dei
modelli da seguire. Ma anche noi abbiamo le nostre influenze: Motorhead,
Saxon e roba così. Siamo stati fortunati a incontrare questi gruppi e ad
avere l'onore di aprire per loro nel passato. Siamo comunque onorati da
tutto ciò. Il metal è una grande famiglia ed è giusto che le nuove band
prelevino le loro idee dalla tradizione.
3. Come vedi questa mescolanza di persone nei festival, i punk che
ascoltano metal, i metallari che ascoltano punk e cose di questo tipo?
E' assolutamente fantastico vedere svariati tipi di persone ascoltare una
band che magari nemmeno conoscono. In questo modo si crea un'esperienza
unica. E penso che ciò sia possibile solamente in Europa. Ad esempio negli
USA non potrai mai vedere Ronnie James Dio suonare sullo stesso palco dei
Destruction, o cose del genere. Qua invece tutto questo è possibile, e
secondo me è una cosa stupenda! E' bello vedere dei punk a un concerto
metal, alla fine si tratta sempre di musica violenta e aggressiva, ed è
questo che ci accomuna tutti quanti.
4. Sull'album "Metal Discharge" avete anche presentato una cover degli
Exploited. Avete progetti futuri per quanto riguarda le cover?
No no! Non siamo una cover band! Sono solamente episodi saltuari, per
omaggiare alcune delle nostre più grandi influenze musicali. Nel passato
abbiamo suonato anche "Princess of the Night" dei Saxon. E' anche un
divertimento per noi suonare queste canzoni, distanti dal nostro stile.
5. Siete famosi, oltre che per l'ottima musica, anche per i vostri
testi, tutt'altro che politicamente corretti. Avete avuto qualche problema
con gli Americani con la frase "Fuck the USA"? E come vedi il nuovo corso
del mondo?
Penso che stia influenzando tutte le vite, di tutte le persone. "Fuck the
USA" è ovviamente una frase provocatoria, e come tale va interpretata. Gli
Americani l'hanno evidentemente interpretata troppo seriamente, sparando
merda su di noi. Chi non ha comprato il disco per questo motivo è
solamente un illuso. Sai, se avessimo fatto "Fuck the Germany" la gente si
sarebbe fatta un sorriso e basta!
6. E' ormai più di venticinque anni che sei dentro la scena metal.
Quali sono le cose che hai visto mutare in tutto questo lasso di tempo?
La cosa veramente positiva di ora, che non era presente nel passato, è
sicuramente il fatto
di andare allo stand delle birre e poter fare due chiacchiere
indifferentemente con un thrasher, un rocker, un biker, un fottutissimo
poser (ride, ndT). Si sta tutti insieme! Questo ovviamente parlando come
musicista. Non so se per i fan questo sia positivo. Per me questa è la
cosa veramente positiva della scena di oggi. Una mentalità più aperta. Nel
passato la gente era più chiusa e c'era meno varietà sotto questo aspetto.
7. Quando vi riuniste un paio di anni fa, decideste di tornare con il
vecchio stile, ma con una produzione abbastanza moderna. Alcuni vostri
colleghi preferiscono usare un equipaggiamento totalmente analogico. Ad
esempio molte band sudamericane hanno ancora una produzione grezza e in
pieno stile 80s.
Sì perché questi gruppi non possono fare niente di meglio. Ahah! Se
fossero in grado di produrre un album in modo migliore lo farebbero di
sicuro. Secondo me quella di fare riferimento ad una produzione in stile
anni '80 è solo un escamotage per nascondere la scarsità di mezzi. Quello
che normalmente viene definito "80s sound" è in realtà una scusa per
nascondere l'incapacità di ottenere qualcosa di meglio. Diverso è il
discorso per le band che oggi cercano di rifarsi ad un suono anni 70, come
ad esempio l'ultimo album di Danzig. Questa cosa è diversa, perché c'è
realmente l'intenzione di ricreare qualcosa di passato, e gli sforzi sono
tutti in quella direzione. Invece molti gruppi nuovi mascherano un brutto
suono dietro le parole "produzione anni ottanta".
8. Cosa ne pensi di tutte le compilation, gli ep, i dvd, i greatest
hits che escono ogni giorno sul mercato? Non pensi che i gruppi dovrebbero
controllare maggiormente questo aspetto e non abusarne?
La verità è che i gruppi generalmente non hanno assolutamente il controllo
di queste cose. E' tutto in mano alle label, che fanno letteralmente ciò
che vogliono. Hanno i diritti delle tue canzoni, quindi se vogliono far
uscire un "The Best" non ti chiedono nemmeno l'autorizzazione. Lo fanno e
basta.
9. Dopo tutti questi anni di thrash metal, come fate a trovare ancora
l'ispirazione per scrivere ottimi album come gli ultimi?
Penso sia una questione di passione. Se non hai la passione, o se l'hai
esaurita, dimenticati di scrivere buoni pezzi.
10. Siete mai stati influenzati dai gusti dei fan nelle vostre scelte
artistiche?
Su questo aspetto c'è da fare un po' di chiarezza. A volte ci capita di
avere voglia di scrivere qualcosa di diverso, di produrre qualcosa che non
si integra con quello che è il nostro stile. E' chiaro che si tratti di un
rischio inserire in un album dei Destruction queste cose differenti,
perchè i fan giustamente si incazzerebbero, trovandosi di fronte a
qualcosa che non c'entra niente con ciò che volevano. Bisogna stare
attenti a non commettere questo errore. D'altro canto è vero anche il
fatto che anche se ci mettessimo a suonare una canzone per bambini saremmo
pur sempre i Destruction! Ahah!
11.
Avete qualche side-project in ballo?
Sinceramente non ne ho proprio il tempo. I Destruction occupano davvero
tutto il mio tempo disponibile, tra prove, concerti, album e tutto ciò che
ne consegue. In ogni caso mi piacerebbe davvero avere qualche altro modo
per esprimere la mia musica, anche perchè aiuta a crescere come musicisti
e ad ampliare le proprie capacità . Purtroppo il tempo non me lo consente.
12. Come ricordi l'esperienza di Wacken di quest'anno?
Oh!!! E' stato uno dei più bei momenti della mia vita!! Tra l'altro ho
avuto l'onore di salire sul palco con i Saxon durante "Denim & Leather",
che per me sono dei veri e propri Dei!! E' stato emotivamente massacrante,
ero pieno di paura per come sarebbe andato quel concerto, agitatissimo,
non trovavo il mio basso, dovevo impararmi bene la canzone... Ero come un
ragazzino al primo concerto!
13. E' vero che sei il proprietario di un ristorante?
Sì! Da nove anni ho questo ristorante, però attualmente non ci lavoro
spesso perchè la band mi porta via troppo tempo. Ovviamente, come potrai
immaginare, non è di certo un ristorante per riccastri!! Ci rivogliamo più
che altro a clienti giovani, con porzioni abbondanti e buoni prezzi! Metto
un po' della mia passione per il cibo e il bere a disposizione di tutti!
Ahah
14. Vi sentite divisi tra ciò che siete sul palco e ciò che siete nella
vita? Una sorta di sindrome di "Alice Cooper" insomma...
No, non credo. Il thrash metal è per me anche uno stile di vita, e penso
che noi siamo sul palco esattamente come siamo anche nella vita normale.
E' importante avere sempre una dose di aggressività e di energia nella
musica, così come nella vita. Non suoniamo "Hollywood Metal" noi! Ahahah!
15. Quale pensate sia la giusta dimensione dei Destruction? Dal vivo o
in studio?
Penso siano entrambe importanti. La versione dei Destruction in studio è
quella più creativa, mentre dal vivo si ha il massimo in termini di
impatto ed energia.
16. Componete nuove canzoni anche in tour?
No, non sarebbe possibile!! Siamo sempre troppo ubriachi! Ci
dimenticheremmo tutto il giorno
dopo! Ahah
17. Avete notato differenze tra il pubblico dell'Europa dell'est e
quello dell'Europa occidentale?
Posso dirti che nei Paesi dell'Est il pubblico arriva molto prima al
concerto, aspetta con impazienza tutti i gruppi che suonano, si accalca
alle transenne, e si entusiasma tantissimo... In Germania tutto questo non
succede più da tanto tempo, la gente si sta forse abituando troppo, arriva
ai concerti dopo i primi gruppi, rimane fredda anche durante il
concerto... Sai, quando ti danno il tuo cibo preferito tutti i giorni dopo
un po' di tempo ti disaffezioni. Nei Paesi dove ci sono meno concerti in
genere c'è più entusiasmo e più divertimento. E poi è anche una questione
di stile di vita. I tedeschi sono fatti in questo modo e raramente
esternano le loro emozioni. Invece in Paesi come la Spagna, la Grecia o
l'Italia il pubblico è veramente fatto di pazzi scatenati!
19. E' tutto! Grazie davvero a voi per la disponibilità e per
l'intervista!
Grazie a voi di Benzoworld!!! E a presto! Thrash 'til death! |