|
|
SHAPE OF DESPAIR |
80 |
| ILLUSION'S PLAY | ||
| SPIKEFARM/SPINEFARM | ||
| 2004 |
|
Un macigno ricoperto da un manto di oscurità. Ma che cos'è che hanno in Finlandia che rende simili produzioni così violentemente cupe e negative come i qui presenti SHAPE OF DESPAIR? che sia la Lapin Kulta? (una nota birra finlandese, che, parola mia, ne consumano a quantità inumane..) Freddo granito e marmo incorniciano quello che è rappresenta una piacevole novità nel pesante immobilismo creativo delle uscite di questo fine 2004. Lo stile proposto è uno spirituale ed ultra pesante funeral doom sacrale ed evocativo con forti venature di death immobile e soffocante, nella migliore tradizione di gruppi quali Morgion, Anathema/My Dying Bride primo periodo e Skepticism. Detto questo si potrà pensare che l'innovazione sia lontana anni luce, ma non è del tutto vero; è chiaro che i canoni ci sono tutti: partiture ritmiche lentissime, tempi sempre minimali ad enfatizzare più il colpo che il ritmo, voci femminili a contrappunto ad un growl lancinante ed abissale (peraltro alla voce una vera sorpresa in simili sonorità, il Pasi Koskinen degli alfieri del metallo finlandese ossia gli Amorphis, assolutamente stupefacente la versatilità del cantante in questione, sempre sentito in veste più solare e scanzonata, ora come un Caronte che con magniloquenza ci guida nei meandri di una disperazione senza fine), tastiere mai in primo piano ma con tappeti quanto mai utili allo svolgimento della trama. I suoni sono potenti e cristallini, merito di un'ottima produzione tipica degli studi scandinavi. Ma non per questo Illusion's Play è una album sottovalutare o tralasciare, tutt'altro. È incredibile la quantità di malinconia e mal di vivere manifestati in questo lavoro, se non si saprebbe che già altri pionieri hanno dato le coordinate stilistiche dei Nostri, si potrebbe quasi pensare che l'abbiano invento loro lo stile, tale è la freschezza e l'utilizzo sapiente della materia trattata. Ne ho sentiti parecchi di gruppi che suonano con lo stesso modus operandi, ma mi è stato quasi impossibile non lasciarmi coinvolgere dalle spire gelide e decadenti di Illusion's Play. Dalle note a mia disposizione la maggior parte del sound writing è a carico del fondatore /chitarrista Jarno Salomaa, che assieme al batterista ha composto un paio di demo a nome Raven, gruppo dalle cui ceneri si sono formati appunto gli SHAPE OF DESPAIR ed Illusion's Play è il terzo lavoro, cosa non da poco considerato la mono-visione che il genere comporta. Menzionare le songs migliori è compito arduo, poiché fanno parte di un unico filo conduttore e si rimandano spesso le une alle altre, come una lunga suite che culmina quando la sofferenza espressa ha esaurito il suo moto circolare e perpetuo nelle nostre menti. Faccio i miei complimenti a questi lugubri figuri finnici, che con le sapienti atmosfere da cimitero dimesso, mi hanno fatto tornare la voglia di scavare fosse per far riposare le mie stanche ossa, in attesa che il gelo dell'inverno ricopra la terra di un manto bianco a mo di velo funebre, con magari le note di Still-Motion ad augurarmi il meritato riposo. |
|
|||
|
D666 |
Dicembre 2004 - © by www.benzoworld.com